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Spiacente, niente nel carrello.

La Tecnica dell’Artista

“La stampa originale all’Acquaforte”

Marco Bonechi ha una buona padronanza di questa tecnica che utilizza da oltre 45 anni.

…È una tecnica calcografica molto diffusa consistente nel corrodere una lastra di metallo (zinco di solito; rame per grandi tirature, come nel passato) con un acido, per ricavarne immagini da trasporre su un supporto (carta normalmente) per mezzo di colori.
La lastra di spessore necessario, disponibile in commercio, viene ripulita e smussata ai bordi con carta smeriglio, poi sgrassata nella parte lucida con ovatta intrisa, per esempio, in bianco di Spagna (carbonato di calcio) sciolto in acqua.
Cosparsa uniformemente con un vernice cerosa resistente agli acidi si incide il disegno nel materiale protettivo con una punta sottile (a mano libera o ripassando una bozza su carta decalcante chiara), per mettere a nudo il metallo in corrispondenza dei segni che appariranno sulla carta grazie all’inchiostro.
S’immerge la lastra in acido (dopo averne cosparso di coprente la faccia posteriore) iniziando la morsura, che può essere fatta a più riprese scoprendo man mano le parti da incidere, per ottenere scavi diversamente profondi. L’acido incide il metallo solo dove non protetto.
Giudicata completa la lastra viene liberata dalla vernice, pulita accuratamente, la si asciuga e la si tiene come matrice del disegno da replicare. La stampa avviene al torchio su carte poco collate inumidite prima, cospargendo di inchiostro grasso con un tampone di pelle la lastra e scaldandola un poco per favorire la penetrazione della tinta nei solchi e la sua cessione alla carta.
La lastra va dunque posta sul piano del torchio; sopra di essa si stende il foglio di carta calcografica, generalmente di cotone, bagnato in precedenza per ammorbidirlo. Ruotando, i cilindri del torchio pressano fortemente la carta contro la matrice, trasferendo così l’inchiostro dalla lastra al foglio; le due parti verranno poi accuratamente separate prendendo la stampa per gli angoli.
Occorre infine far asciugare la carta e l’inchiostro sotto pressione, affinché l’acquaforte ottenuta mantenga una forma distesa ed omogenea.
In questo modo si possono eseguire da una lastra incisa un numero limitato di esemplari (100/150), prima che essa si deteriori e diventi inutilizzabile.
Tutte le prove realizzate sono firmate e rigorosamente numerate dall’artista con due numeri, nei quali il primo è il numero progressivo della stampa e il secondo la quantità che ne verranno eseguite, come riportato sulla garanzia che accompagna ogni nostra singola incisione….

Marco Bonechi considera questa tecnica una delle più espressive tra le arti grafiche.